Mola Loc.Padovano (BA)
Obiettivo primario dell’intervento: Prospezione, controllo della segnalazione di un molo, citato dalle fonti storiche che si sono occupate del sito e individuazione di ulteriori evidenze archeologiche subacquee.
L’indagine è stata supportata da documentazione grafica, tramite la stesura di schizzi misurati delle evidenze più significative e foto-video.
Tipologia: strutture sommerse (antemurale posto a protezione della cala)
Strutture a terra a terra (villa romana, cave e di vasche per la produzione del sale.
Il sito è noto soprattutto per la presenza di una villa romana tardo repubblicana, costruita sul finire del II sec. a.C. e abbandonata nei primi del II sec. d.C.
Descrizione:
Cala Padovano si trova 3 km a N dal centro abitato di Mola di Bari, lungo la litoranea Torre a Mare-Mola.
Il sito è caratterizzato dalla presenza di una piccola e profonda insenatura.
La toponomastica originaria riconosce al sito la sua funzione di approdo minore lungo la costa del sud-barese, definendolo, sin dai primi del ‘700, con il nome di Porto di Padovano.
Il sito è noto soprattutto per la presenza di una villa romana tardo repubblicana, costruita sul finire del II sec. a.C. e abbandonata nei primi del II sec. d.C., interpretata come mansio, stazione di posta lungo la via Traiana-Calabra, che fonti locali individuano poco lontana dalla villa stessa. Ultimata la documentazione di scavo, i resti della villa sono stati ricoperti a scopo conservativo e oggi non è possibile apprezzarne l’impianto nel suo insieme. Essa sorge sul costone NW della cala, a poca distanza dal mare.
L’antemurale individuato durante le prospezioni subacquee è probabilmente una costruzione a pietre perse (massi per lo più informi e isolati) nel tratto iniziale SW smantellata e quindi discontinua, che diviene più riconoscibile procedendo verso N.
Le condizioni metereologiche e la scarsa visibilità, causata dalle violente mareggiate dei giorni precedenti, non hanno permesso ulteriori verifiche: un’ulteriore prospezione subacquea, condotta in condizioni climatiche e di visibilità più favorevoli, potrà senz’altro chiarire i dubbi relativi al presunto molo. Un notevole aiuto può venire dalla lettura e dall’interpretazione delle foto aeree. Questo tipo di studio non è stato ancora effettuato per l’estrema difficoltà nel reperimento del materiale aerofotografico.
Il fondale è cosparso di materiali ceramici, soprattutto resti anforari e di ceramica comune.
Si segnala anche la presenza di una testa di chiodo bronzea e di un peso da rete in piombo (i materiali sono ora in fase di studio) che sembrano rimandare all’arco cronologico di frequentazione della villa, tra la tarda Repubblica e l’alto Impero.
Alla ricognizione subacquea ha fatto seguito una ricognizione a terra, dinanzi e oltre i resti della villa, dove la stretta fascia costiera è fortemente incisa da segni di cave e di vasche per la produzione del sale