S.Pietro in Bevagna (TA)

Obiettivo primario dell’intervento: Esercitazioni di survey (con uso del metal detector) e di rilievo.

Tipologia: giacimento – relitto di “naves lapidariae”.

Cronologia: prima metà del III sec. d.C.

Descrizione: Giacimento ubicato lungo la costa ionica a circa 100 m dalla spiaggia di S. Pietro i Bevagna (TA), in corrispondenza della foce del fiume Chidro, tra 3 e 6 m di profondità.
Il giacimento occupa un’area di ca. 148 mq., ed é costituito da un carico di manufatti marmorei provenienti da una cava, la cui lavorazione doveva essere ultimata a destinazione (marmo dolomitico bianchissimo proveniente dalle cave di Capo Vathy, isola di Taso): 23 sarcofagi di marmo di forma e dimensioni diverse:
- 3 doppi da separare a destinazione (il “risparmio” tra le due vasche era un espediente per proteggere gli angoli e probabilmente per accelerare la prima fase di lavorazione, che avveniva in cava);
- 13 rettangolari, 3 dei quali doppi da separare a destinazione (il “risparmio” tra le due vasche era un espediente per proteggere gli angoli e probabilmente per accelerare la prima fase di lavorazione, che avveniva in cava) e gli altri singoli, con una parete più spessa, da cui si poteva realizzare il coperchio.
Il marmo di Vathy è una delle 4 varietà principali di marmo tasio, essenzialmente destinato alla scultura, mentre i marmi di Aliki, Phanari e dell’Acropolio venivano impiegati per elementi architettonici


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S.Cataldo (LE)
S.Sabina (BR)

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